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Il peperone, l’ortaggio estivo che cresce “all’ombra”

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Buccia lucente e sapore deciso, è tra gli ortaggi più apprezzati dell’estate, protagonista di molti piatti cui conferisce note brillanti, sia alla vista che all’assaggio.

Pianta appartenente alla famiglia delle solanacee, il peperone – così come il pomodoro, la patata e la melanzana – è originario delle Americhe. È una famiglia di piante che ha una grande esigenza di luce e calore solare: è dunque una pianta prettamente estiva, della quale esistono tantissime varietà tutte del genere Capsicum. Possiamo trovare in commercio frutti con diverse forme: quadrati, rettangolari, a punta o allungati, con diversi colori sgargianti dal verde al giallo e al rosso. È da ricordare però, che i peperoni sia rossi che gialli, prima che manifestino la loro colorazione, sono tutti verdi, come vediamo accadere nei pomodori. Naturalmente il grado di maturazione e di colorazione influenza anche il loro sapore.

Trapianto o semina?

Il peperone gradisce terreni molto fertili, ricchi di sostanza organica, di humus e di una costante umidità. Generalmente a livello amatoriale si acquistano piantine in vaso, perché così è più facile coltivarlo, mentre è abbastanza impegnativo partire direttamente dal seme. Volendo tuttavia cimentarsi, necessitiamo di un buon terriccio costituito di torba all’80%, humus di lombrico al 5% e sabbia silicea al 5%, che può essere un buon substrato per la semina. La germinazione deve avvenire a una temperatura costante di 25-30 °C e sarà importante irrorare preventivamente il terriccio con il preparato biodinamico 500k perché tutto si svolga nel migliore dei modi. Questo preparato consente una maggiore radicazione e l’ottenimento di piante più vigorose.

Le giovani piantine andranno curate fino al momento del loro trapianto, prima in un vasetto e poi, dopo circa 40/50 giorni dalla semina, direttamente nell’orto. Le sementi o le piante che utilizzeremo nel nostro orto devono essere di origine biologica o biodinamica e a livello amatoriale è meglio orientarsi verso varietà non ibride e antiche, come il peperone “quadrato d’Asti” (sia rosso che giallo) o il “corno di toro” (sia rosso che giallo), perché solitamente più rustiche e resistenti. Le esigenze di acqua sono importanti e giornaliere, tuttavia bisogna stare attenti ai ristagni idrici che possono far marcire le giovani piante. Prima della messa a dimora delle nostre piantine irrighiamo abbondantemente i vasetti con il preparato biodinamico Fladen colloidale, che aiuterà le piante a superare bene lo stress del trapianto. Non dimentichiamoci di mettere a dimora le piantine in un terreno profondo, fresco, leggero e concimato con humus di lombrico biodinamico. Ne bastano 100 g per pianta nella buchetta del trapianto.

È importante che il terreno che ospiterà il peperone sia privo di erbe infestanti e che le piantine siano subito pacciamate con paglia o foglie. Il peperone non sopporta infatti la competizione con le erbe infestanti. Sarà necessario mettere un tutore di sostegno per ogni piantina, in quanto la pianta del peperone fa fatica a rimanere in piedi quando i frutti iniziano a ingrossare. Può succedere che si spezzino i rami per l’eccessivo peso dei frutti, specie se il peperone è coltivato in pieno campo, dove il vento e qualche temporale estivo potrebbero creare seri danni.

Un posto… all’ombra

Nonostante il peperone sia una pianta che gradisce enormemente il sole, i frutti sono soggetti a scottature. Pertanto le piante vanno ombreggiate con particolari reti nelle ore più calde. Chi non possiede le reti ombreggianti può optare per l’irrorazione di caolino – un tipo di argilla bianca – su foglie e frutti per proteggerli dalle scottature. Questo tipo di argilla vela di bianco il frutto, ma si può lavare con facilità con acqua al momento del consumo e non ha controindicazioni. Per favorire la formazione di fiori e di frutti si irrora, al mattino molto presto, il preparato biodinamico cornosilice-501. Questo preparato va irrorato previa dinamizzazione in acqua piovana e distribuito nei giorni favorevoli del calendario biodinamico ovvero in giorni di frutti.

Funghi e altri insetti

Può succedere che le piogge e l’eccessiva umidità formino dei funghi microscopici sulle foglie. Per ovviare a questo inconveniente, dal momento del trapianto le piante potranno essere irrorate ogni dieci giorni con dei microrganismi probiotici, come per esempio i microrganismi effettivi. Anche gli insetti indesiderati come gli afidi, chiamati comunemente pidocchi, possono arrecare seri danni; in tal caso, alla prima comparsa, potremmo utilizzare del sapone potassico specifico ammesso per l’agricoltura biologica e biodinamica. Durante i mesi di luglio e agosto possono fare la loro comparsa dei piccoli bruchi che possono forare i frutti. Possiamo allontanarli irrorando le piante con del Bacillus thuringiensis ammesso per l’agricoltura biologica e biodinamica e reperibile presso i garden specializzati. Il peperone è una pianta abbastanza delicata, ma se abbiamo cura e dedizione ci darà molte soddisfazioni, portando un tono allegro di colore e sapore nei nostri piatti estivi.

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