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L’acqua è vita

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Un bene prezioso e, al contempo, spesso poco considerato. L’acqua è l’elemento principe della vita; insieme possiamo fare la nostra parte per salvaguardarla.

Un bene prezioso e, al contempo, spesso poco considerato. L’acqua è l’elemento principe della vita; insieme possiamo fare la nostra parte per salvaguardarla.

Tutto ha inizio con l’acqua. Il nostro corpo ne è costituito da grandi quantità, la maggior parte della superficie terrestre è ricoperta dall’acqua salata di mari e oceani. L’acqua dolce, invece, è situata per la maggior parte nel sottosuolo e nei ghiacciai polari oppure dispersa nell’atmosfera: solo una minima parte, dunque, è disponibile in fiumi, laghi, sorgenti e falde non troppo profonde.

 

Una delle risorse più minacciate

Il consumo di acqua è negli anni via via aumentato: circa un terzo della popolazione mondiale vive in Paesi considerati ad emergenza idrica e sono oltre un miliardo le persone che nel mondo non hanno accesso all’acqua potabile. Abitando da questa parte del globo, però, siamo abituati a darla per scontata: ci comportiamo come se fosse una risorsa inesauribile, e come se la sua disponibilità – e la sua qualità- non dipendessero dai nostri comportamenti. Non è così! L’acqua è infatti una delle risorse più minacciate, compromessa dagli sprechi e dall’inquinamento. E può diventare a sua volta fonte di inquinamento.

 

L’acqua in bottiglia (di plastica)

Anche un gesto semplice, come quello di bere un sorso d’acqua, può avere un impatto sull’ambiente. In Europa l’Italia detiene il (triste) primato del consumo individuale di acqua in bottiglia, in parte di vetro ma in gran parte di plastica. Ogni anno circa 84 milioni di tonnellate di plastica vengono impiegate per la produzione di bottiglie di plastica che non di rado si riversano nei corsi d’acqua e rappresentano una delle principali sorgenti di nanoplastiche nei mari. L’eliminazione o il riciclo delle bottiglie di plastica non sono affatto processi semplici e privi di effetti collaterali: si stima infatti che le bottiglie possano impiegare fino a 1000 anni per degradarsi se lasciate in discarica; bruciandole negli inceneritori si rischia di liberare nell’atmosfera sostanze molto dannose per la salute, come la diossina; interrandole si rischia invece di inquinare con metalli pesanti terreni e relative eventuali falde acquifere, creando un circolo vizioso. Dunque, seppur 100% riciclabile, la plastica rappresenta una criticità in termini di smaltimento, oltre a impattare sull’ambiente nella fase di produzione e trasporto. Si stima infatti che il consumo di petrolio per il trasporto dell’acqua in bottiglia, considerando un camion carico di 10.000 bottiglie da un litro e mezzo, sia di circa 25 litri ogni 100 chilometri. Inoltre, durante i processi di fabbricazione e produzione vengono rilasciati nell’atmosfera, per ogni kg di PET: 40 g di idrocarburi; 25 g di ossidi di zolfo; 20 g di ossidi di azoto; 18 g di monossido di carbonio; 2,3 kg di anidride carbonica.

 

Buone abitudini

In quanto alimento vivo, l’acqua deve essere conservata correttamente, evitando la luce e il calore diretti (in modo da limitare la riproduzione dei microrganismi) e possibilmente non tenendola troppo a lungo ferma. Una piccola, ma salutare abitudine che richiama quanto abbiamo detto è quella, prima di bere, di muovere l’acqua che stiamo per assumere: agitandola, mescolandola o semplicemente applicando un banale rompiflusso al rubinetto: un semplice trucco che contribuirà a ossigenarla e a innalzare il suo livello di vitalità.

 

L’impegno di NaturaSì

Alla luce di quanto detto, appare chiaro come la modalità di consumo dell’acqua con il minor impatto ambientale sia quella domestica. Tuttavia, l’acqua del rubinetto incontra spesso significative perplessità perché, pur essendo microbiologicamente controllata, può contenere sostanze come il cloro, oppure può incontrare condizioni non proprio ottimali delle tubature, soprattutto nel caso di vecchie abitazioni. Dunque, se utilizziamo “l’acqua del sindaco” per il consumo umano è preferibile migliorarla attraverso determinati strumenti. A questo proposito, NaturaSì propone dei filtri compositi realizzati in ceramica, argento e carboni attivi, che non hanno bisogno di alimentazione elettrica e non hanno le controindicazioni dell’osmosi inversa. Inoltre, per il consumo dell’acqua fuori casa si trovano diversi tipi di borracce, in acciaio oppure in vetro, semplici oppure termiche. Per quanto riguarda l’acqua in bottiglia, rigorosamente in vetro, sono stati installati nei punti vendita appositi erogatori di acqua migliorata.