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Una mostra oltre il pregiudizio

ArteSi-Scampia

Arte e territorio protagonisti di ArteSì, che ha fatto tappa a Napoli con l’esposizione “SCAM?IA: un progetto fotografico senza pregiudizi” frutto della collaborazione con il Centro Hurtado.

Una mostra fotografica per raccontare la quotidianità di Scampia, catturata nella sua dimensione più umana, fatta di luci e ombre, attraverso lo sguardo di ragazzi e ragazze del quartiere. Nasce così “SCAM?IA: un pro-getto fotografico senza pregiudizi”, esposizione collettiva ospitata nei negozi di Napoli nell’ambito di “Cib ar Sì – Quando il cibo incontra l’arte e cura l’anima”, rassegna di arte e cultura patrocinata dal Comune di Napoli e resa possibile grazie al prezioso supporto di realtà territoriali impegnate nel sociale, come il Centro Hurtado di Scampia, la Cooperativa Lazzarelle, OSO, fatto@scampia e molte altre. Un lavoro corale in cui ognuno, con le proprie competenze, ha saputo imprimere forza all’iniziativa, contribuendo a cambiare lo sguardo su quartieri e gruppi sociali protagonisti di tanti (troppi) luoghi comuni.

“SCAM?IA: un progetto fotografico senza pregiudizi” è una mostra che esprime perfettamente l’urgenza di cogliere ed esprimere, attraverso il mezzo fotografico, l’essenza intima e pura dell’anima del quartiere napoletano, al di là di ogni pregiudizio, per svelare una realtà inaspettata e sorprendente. Ed è il risultato di un laboratorio di fotografia curato dal fotografo Fabio Cito e organizzato dal Centro Hurtado, associazione che da più di 20 anni opera proprio nel cuore di Scampia, come ci ha raccontato il suo Presidente, Graziano Calci

Di cosa si occupa il Centro Hurtado? 

La sua attività si articola su tre poli. Un polo di prevenzione del disagio, attraverso un’azione educativa che organizza doposcuola, laboratori, campi estivi e attività di implementazione delle competenze. C’è poi un secondo aspetto, che è quello della formazione professionale: abbiamo infatti un ente di formazione professionale che propone corsi per contrastare il fenomeno della dispersione scolastica. Il terzo aspetto concretizza l’obiettivo di offrire anche uno sbocco lavorativo, che già faceva parte del progetto originario e che in questa zona ha un valore prioritario: la Cooperativa La Roccia – nata  a seguito di alcuni corsi organizzati dall’Istituto Pontano delle Arti e dei Mestieri – attualmente sta portando avanti due corsi, con laboratori annessi, uno di sartoria e uno di legatoria e cartotecnica. La Roccia è una ONLUS che accoglie anche persone con dinamiche di disagio – in collaborazione con altri enti e associazioni del territorio – e anche persone con misure alternative al carcere.

Avete anche un laboratorio di musica e una biblioteca 

Musica Libera Tutti è un laboratorio nel quale insegniamo ai ragazzi la musica ma anche come si suona uno strumento, che viene dato loro in comodato d’uso.  

Il metodo educativo è veicolato dall’esperienza del  maestro Josè Antonio Abreu che – utilizzandolo nelle  favelas – ha dimostrato il grande valore educativo del fare orchestra. Lo scorso anno abbiamo ospitato anche  il maestro Riccardo Muti che ha tenuto una lezione per i nostri ragazzi.  Abbiamo poi la Biblioteca Le Nuvole: 10.000 volumi, di cui un bel numero di libri per bambini. Inserita nel circuito delle biblioteche nazionali, è la pri-ma biblioteca pubblica di Scampia: un luogo di aggrega-zione dove – oltre a prendere i libri in prestito – si può partecipare ad attività di lettura e scrittura creativa per bambini e a tante altre iniziativa che riguardano i libri. 

E poi c’è il laboratorio di fotografia: come siete arrivati alla mostra con NaturaSì? 

La collaborazione con NaturaSì è il frutto di una sinergia su più livelli: cultura, educazione e lavoro. Ha preso il via con il progetto OSO, del quale siamo entrati come partner con la nostra sartoria sociale, fatto@scampia, per la realizzazione di alcuni capi. Da lì si è presentata l'opportunità di allargare la collaborazione inglobando all’inter-no di ArteSì il percorso fotografico frutto del laboratorio estivo cui avevano partecipato alcuni ragazzi e ragazze di Scampia sotto la guida di Fabio Cito. Abbiamo quindi selezionato 30 foto su un centinaio che ne avevamo ed è stata allestita questa mostra fotografica itinerante, che abbiamo portato in giro nei negozi NaturaSì del territorio. Il nome lo abbiamo inventato con i ragazzi del laboratorio fotografico che hanno cercato di dare uno sguardo  diverso rispetto ai luoghi comuni su Scampia, al di là  dei pregiudizi.

Associazioni come la vostra, rappresentano un segnale importante per questo territorio difficile che però, negli ultimi anni, ha vissuto uno sviluppo importante… 

Da quando c’è la metropolitana, Scampia ha avuto un certo sviluppo: prima era molto più difficile, soprattutto per chi abitava qui. Il Centro Hurtado è solo una delle tante realtà presenti in quest’area in cui, negli anni, si è realizzata una presenza associativa piuttosto consi-stente. È una realtà “gloriosa” dal punto di vista della presenza sul territorio, delle attività organizzate e della capacità di creare interazioni tra le diverse realtà, ma oggi non siamo gli unici, anche se lo siamo stati quando abbiamo iniziato. 

La partecipazione ad attività come quelle di ArteSì cosa significa per voi? 

Rappresenta sicuramente una possibilità, un’opportunità per dare visibilità al Centro Hurtado che vuole essere un luogo di accoglienza e di incontro. Un luogo capace di offrire una chance per una vita  diversa con la possibilità di incrociare percorsi di crescita umana, uscendo dalle logiche più deleterie che talvolta propone questo territorio.

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